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Le previsioni SEO di Eric Enge per il 2014

Eric Enge e la resistenza dei clienti
Previsioni SEO di Eric Enge

Previsioni SEO di Eric Enge

Non è modesto, ma forse se lo può permettere e le sue previsioni SEO per il 2014 sicuramente non passeranno inosservate.

Eric Enge è uno degli autori di Art of Seo (pietra miliare per tutti i consulenti del settore, tra qualche mese in una nuova edizione) e, in tempi recenti, di un’intervista con Matt Cutts a proposito del link building: le sue previsioni non emergono dalla sfera di cristallo, ma sono il frutto di test, analisi e studi condotti prima di tutto sui risultati delle SERP.

Prima di elencare le nuove previsioni per il 2014, attraverso il blog di Search Engine Watch, Enge vuole precisare quali delle sue 6 previsioni dello scorso anno si sono poi avverate.

1) È stato confermato che non è una buona tecnica tentare di manovrare il testo ancorato dei link che riceviamo. Google adesso colloca questa tattica nel link scheming.
2) Non c’è nessuna prova certa, ma la rilevanza della pagina che contiene link sembra contare sempre di più. Enge su questa previsione si assegna solo mezzo punto.
3) Tutti hanno finalmente accettato che un +1 non è trattato da Google come un link: qui, nonostange Enge sia convinto di averne le prove, si assegna solo mezzo punto, dal momento che sono ancora in molti oggi a sostenere che un +1 sia un fattore di posizionamento.
4) Il tag rel=author è diventato un segnale di posizionamento (ranking signal). Ma anche su questo punto il dibattito è aperto ed Enge non si assegna alcun punto, concedendo il massimo dubbio.
5) Google+ ha cominciato a mostrare una vera influenza sui risultati della ricerca. Su questo nessuno può sostenere il contrario: chi ricerca con il proprio account di G+ in sessione troverà nei risultati anche i post delle persone più influenti nelle sue cerchie.
6) Il ruolo dell’ottimizzazione SEO di una landing page è diventato centrale: attraverso la ricerca semantica e i segnali di hummingbird l’attenzione si è incominciata a spostare sull’esperienza dell’utente per intercettare il suo intento e il contesto in cui si trova.

Per il 2013 lo score di Enge ha totalizzato 4 su 6 previsioni… Sei curioso adesso di sapere cosa prevede per il 2014?

1) Humminbird continuerà a cresere

Quando Google lo ha presentato, era già stato messo in onda da tre mesi e nessuno se ne era accorto: si è trattato solo di una riscrittura del motore di ricerca di Google e non di una riscrittura di tutto il codice. È stato riscritta solo la funzione che esegue le ricerche.
Non sono cambiati né l’algoritmo del Panda, nè quello del Pinguino: Google ha semplicemente ristrutturato le fondamenta, per incominciare a costruirci sopra nuovi algoritmi che, in futuro, siano in grado di processare meglio i link e incominciare a dare un peso ai cosiddetti “segnali sociali”.
Solo nel 2014, dice Enge, vedremo il vero impatto del Colibrì e tutte le previsioni che seguono non si potranno avverare se non saranno accompagnate da un’evoluzione di Hummingbird”.

2) Ancora Author Rank e Publisher Rank

Le previsioni di Enge riguardo l’Author Rank non si sono avverate e su questo punto il CEO di StoneTemple è ancora cauto. Per dare il giusto peso a questo fattore di posizionamento, secondo Enge, “Google deve continuare i suoi test”.
Il lancio nel 2013 degli “articoli di approfondimento” sembrava orientato più verso il publisher rank (legato al sito web/editore che pubblica) che verso l’author rank (legato invece all’autore del contenuto).
Quello che sicuramente non si vedrà, sarà uno spostamento evidente dei risultati della ricerca basati sull’author rank: l’utilizzo di questo “segnale” emergerà in altri scenari. Ad esempio lo si vedrà, con più evidenza, nei risultati personalizzati per presentare i post degli autori che segui nelle cerchie di G+.

3) Query di ricerca in linguaggio naturale

La conversational search era nata insieme al knowledge graph e continuerà ad incidere anche nell’era di Hummingbird: al momento però, secondo Enge, è ancora limitato il tipo di query che è in grado di fornire risultati basati su una domanda (vocale o scritta).
La previsione qui diventa facile (“come una schiacciata sotto canestro”): nel 2014 si vedranno miglioramenti significativi nella capacità di Google di rispondere a domande in linguaggio naturale, soprattutto per il dilagare dei dispositivi mobili e la possibilità di effettuare ricerche vocali.

4) Crescerà l’impatto di Google+, ma non come tutti si aspettano

Google+ continuerà a crescere, ma non tutti sono ancora entrati in G+: ci sono alcune comunità forti intorno a temi di scienza, cibo, fotografia e salute, ma per altri temi e categorie le comunità sono ancora piccole. Ciononostante, e nemici a parte, “Google+ è un prodotto di successo e questo pone le basi, dice Enge, per la mia previsione”.
L’impatto di G+ secondo Enge sarà nelle pagine dei risultati personalizzati (“se pubblichi molti contenuti, le persone che ti seguono li vedranno comparire nei risultati di ricerche correlate”) e nella comparsa dei post di G+ direttamente nei risultati di una ricerca, sempre che l’autore sia influente e molto consigliato nelle sue cerchie.
Secondo Enge i post di G+ potrebbero addirittura comparire nelle SERP  insieme ai risultati relativi a una breaking news, dove ci sia una comunità attiva e numerosa che stia discutendo proprio di quella notizia.
Una cosa che sicuramente non accadrà, sarà il sorpasso dei risultati di G+ rispetto ai tradizionali risultati di una ricerca organica: Enge sostiene che Google non punirà coloro che decidono di non entrare in G+ (questo ce lo possiamo solo augurare, ma sulla materia c’è un certo dibattito).

5) Il guest blogging sarà duramente colpito

Enge sostiene di aver scritto le sue previsioni, prima dell’uscita di Matt Cutts sul guest blogging e ammette che la sua posizione era meno morbida rispetto a quella di Cutts, che ne ha sancito la fine solo come strategia SEO finalizzata al link building.
E infatti sul tema offre una visione più specifica su tutto quello che verrà penalizzato nel guest posting e nella lista mette:
a) il testo ancorato troppo ricco di keywords,
b) i siti con autori che pubblicano su molti domini e diversi tra loro,
c) gli articoli che non hanno alcuna rilevanza, intesa come pagerank.

Google ad oggi interviene solo manualmente per penalizzare il fenomeno, ma Enge prevede anche la messa in opera di un nuovo algoritmo per azioni automatiche.

6) Avranno più peso i siti web disegnati per dispositivi mobili

I siti che non saranno dotati, nel 2014, di un’esperienza utente per dispositivi mobili, smartphone o tablet saranno penalizzati nei risultati delle ricerche: sicuramente per le ricerche che provengono da quei dispositivi! Se teniamo conto che ad oggi la percentuale di questi utenti oscilla tra il 20 e il 30% del totale (mentre in Cina addirittura supera il 50%), non avere un sito responsive, al giorno d’oggi, significa perdere una fetta consistente di traffico.

A questo punto non resta che aspettare il 2015 per un bilancio… Tu cosa ne pensi di queste previsioni? Quali sono le tue previsioni per il 2014?