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Le truffe nella SEO: come smascherarle (e guadagnarne in reputazione)

Le truffe nella SEO
Le truffe nella SEO

Le truffe nella SEO

Caro collega della SEO, come ogni buon professionista del settore sai che la visibilità di un sito web può essere aumentata solo in modo biologico e naturale, con pianificazione e strategia e con la stessa cura di un viticultore.

Conosci già e applichi con attenzione i fattori che contano per il posizionamento del tuo sito sul web, eviti –  giustamente e come se fosse peste – tutte le tecniche di Black Hat SEO di cui ho più volte parlato (un esempio di rilievo: fare il guest blogger al solo scopo di guadagnare link, senza attenzione ai buoni contenuti), come è possibile, allora, che i tuoi clienti non si fidino ancora della tua buona fede?

Una volta passata in rassegna tutte le possibili criticità delle tue strategie (anche commerciali), devi ammettere che il nostro settore è da tempo sputtanato (forse anche dal principio) da truffatori che promettono grandi – e irraggiungibili – risultati per fare soldi facili in poco tempo. …E che mettono in cattiva luce anche i professionisti onesti.

L’ultima chicca in materia la offre Stephan Spencer (esatto, proprio lui, uno dei co-autori di “Art of SEO”) sul blog di Search Engine Land. Spencer descrive il “tentativo di truffa SEO” ai danni di una sua lettrice, Kristin Mc Gowan e fornisce 5 tips per riconoscere i ciarlatani della SEO.

Qualche giorno fa, scrive Spencer, Kristin ha tirato su il telefono e le ha risposto una voce registrata, un certo “Nick da searchenginesetup[dot]com”. Nick le ha fatto i complimenti per il suo nuovo sito e le ha fornito un codice promozionale. Inserendolo sul sito di Searchenginesetup[dot]com, loro avrebbero registrato il sito di Miss McGowan su oltre 250 motori di ricerca, facendo aumentare vertiginosamente la sua visibilità”. Pagando un canone mensile, ovvio.

Come fare a capire, già solo dalla telefonata, che si tratta di una truffa?

1. Solo i grandi motori di ricerca sono rilevanti
La prima cosa sospetta è che promettono di registrare il sito su più di 250 motori di ricerca. Ma sappiamo benissimo quanti e quali sono i motori di ricerca che veramente contano. Dare attenzione anche agli altri è semplicemente una perdita di tempo e non porta alcun beneficio. I truffatori confondono le idee usando espressioni altisonanti. Per esempio, definiscono il sito dopo il loro intervento “search engine ready”, ma questo non significa nulla! Tutti i siti sono pronti ad essere visitati dal crawler dal momento che sono online (N.d.T. che siano anche accessibili, friendly più che ready… è un altro paio di maniche).

2. La registrazione, da sola, non migliora la visibilità del tuo sito
Registrare il tuo sito sui motori di ricerca è completamente inutile e non porterà nessun beneficio a livello di ranking. Verificare il tuo sito (gratis!) attraverso i Google Webmaster Tools può aiutarti a capire come agire, ma il tuo ranking dipende dalla qualità dei link che puntano al tuo sito. No links = no rankings.

3. La registrazione di un sito non è un processo complicato
Ma searchenginesetup[dot]com lo sostiene: la registrazione di un sito è un procedimento lungo e tecnicamente complicato ed è meglio che ci pensino loro. Addirittura, rinnoveranno ogni mese la registrazione (e ogni mese dovrai pagarli). Tutto questo è ovviamente falso. Se il tuo sito ha dei buoni link, Google e gli altri motori di ricerca lo indicizzeranno automaticamente. Ovviamente questi ciarlatani si guardano bene di parlare di concetti come link-building e ranking.

4. Il primo contatto non l’hai richiesto tu
Forse il più grande campanello d’allarme si accende quando il contatto iniziale non è stato per niente richiesto: sono stati loro a cercarti! Google stesso ha avvisato specificatamente i webmaster di stare attenti alle mail non richieste che riguardano il SEO e altri servizi di Internet marketing.
Nelle sue linee guida generali ai webmaster, Big G scrive: “[..] Stai attendo agli specialisti SEO e ai consulenti web o alle agenzie che ti mandano email dal nulla. Incredibilmente, riceviamo anche noi queste mail di spam: “Caro Google.com, ho visitato il tuo sito e ho visto che non sei inserito nella maggior parte dei motori di ricerca e directory…”.
Devi essere scettico davanti alle mail non richieste che riguardano i motori di ricerca, nello stesso modo in cui lo sei quando dittatori in declino ti mandano richieste di aiuto per trasferire i loro fondi.

5. Da quelle parti non ci sono persone reali
Telefonate con voci registrate, provenienti da numeri che non puoi richiamare o che ti rispondono con messaggi automatici, poche informazioni sul servizio svolto, nessuna possibilità di saperne di più finché non si tira fuori la carta di credito: sono tutti indizi che la persona che ti sta contattando è un truffatore. Non ci sono persone reali dietro questi servizi e, in caso ne avessi bisogno, scordati di riuscire a parlare con un operatore (a questo livello non arrivano nemmeno i call center delle compagnie telefoniche…).

Stai pensando, immagino, che queste truffe non ti riguardino, perché sei abbastanza smaliziato e non sei nato ieri…
Neanch’io ho mai acquistato unguenti mirabolanti per la cura della cervicale, anche se rispetto – ma non utilizzo – metodi olistici.
La questione è un’altra e Spencer la pone in tutta evidenza: anche se non abboccherai al loro amo, questi truffatori fanno già abbastanza per rovinarci la piazza e gettare ancora più fumo su un mestiere già di per sé misterioso agli occhi dei “profani”.

Spencer propone di contrastarli “diffondendo il verbo e mostrando a tutti con chi si ha a che fare”…
Un po’ meno biblicamente, se anche tu sei stanco di questi ciarlatani, cosa ne dici di segnalarmi le “Vanna Marchi della SEO” con cui hai avuto lo spiacere di fare esperienza?  Si potrebbe mettere insieme una SEO Black-List con tutti i finti professionisti di cui diffidare…
Lo so, sarebbe troppo nazi-social-style… però non sarebbe male lasciarla scolpita nelle SERP di Google per la query/keywords: “truffatori seo”.