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Link Building: 7 regole d’oro per costruire link rivisitate (1)

Correlazioni SEO Link building
Link building: 7 regole d'oro

Link building: 7 regole d’oro

Esistono ancora regole d’oro per fare link building?

Nonostante il Pinguino, anche i portavoce di Google (come il solito Mueller, per esempio) hanno smesso – in questi ultimi mesi – di seminare terrore in proposito.

La caratteristica unica dei risultati di Google è proprio la loro classificazione (ranking) sulla base di citazioni esterne (link) e sulla loro autorevolezza.

Questo significa che, dopo aver fatto per bene i compiti a casa (seo on page), bisogna uscire in giardino e cominciare a coinvolgere i passanti.

Quali sono quindi le regole d’oro da seguire nel link building?

La nuova lista pubblicata da Julie Joyce (Search Engine Watch) è, in realtà, la rivisitazione di 7 pilastri (validi fino ad un paio di anni fa) in chiave “moderna”.

Ecco la prima parte di queste sette regole.

Regola n.1

“Un ottimo contenuto su un ottimo sito attirerà attenzione: attraverso link, condivisioni sociali oppure forum”.

Purtroppo non è più così semplice: secondo Joyce, un ottimo contenuto non è sufficiente ad attirare – come per magia – attenzione e visite.

Esistono oceani di buoni contenuti e molti di questi vengono semplicemente ignorati.

Ogni tanto capita di ritrovarsi tra le dita un tweet, vecchio di qualche mese (n.d.R. il potere nascosto dei preferiti) e ti chiedi: “ma come ho fatto a perdermi questo?”.

Ogni giorno, scrive Joyce, siamo sommersi da informazioni: per questo motivo ti ripari dal ronzio costante utilizzando canali fidati, come ad esempio una newsletter, i tuoi feed sui social network o canali video.

Bene, ma in mezzo a questo casino come potrebbe essere sufficiente un ottimo contenuto per costruire link?

La popolarità di certe fonti, inoltre si porta dietro anche il rovescio della medaglia: spesso diamo per scontato che siti con molta autorevolezza pubblichino sempre ottimi contenuti e sempre più spesso li condividiamo a prescindere.
Poi succede che, nel momento in cui viene pubblicato un contenuto di scarsa qualità, la figuraccia possa prendere una piega “mondiale”…

Regola n.2

Parafrasando la dissertazione precedente di Joyce sulla complessità della modernità, si può passare alla seconda regola e affermare che un ottimo contenuto deve essere sempre accompagnato da una promozione che ne sia all’altezza (e viceversa).

Non esiste contenuto che non abbia bisogno di aiuto per generare “rumore” intorno a se: oggi anche molto più di ieri.

La promozione su tutti i canali possibili (newsletter, social, contatto diretto, etc.) è quindi un fattore indispeansabile.

Regola n.3

“Anche se ti sei attivato personalmente per ricevere un certo link (richiedendolo in modo diretto oppure inviando un mazzo di rose virtuali alla parte rosa di una redazione on line oppure in cambio merce), devi comunque sempre accertarti che ne sia valsa la pena”.

La stessa regola valida anche ieri, a partire dal 2012 ovviamente e dal primo Pinguino di Google: i link cattivi non sono solo quelli delle directories a pagamento, dei links network oppure (con i dovuti distinguo) provenienti dal guest blogging.

Ogni link potrebbe contenere una minaccia (ma anche una manna) e deve essere analizzata con cura la sua qualità intrinseca (es. testo ancorato coerente e non troppo ricco di keywords) e la qualità della pagina di provenienza (es. MozRank, TrustFLow, etc.).

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