Bologna 40125, Italy
+39 347 517 719
info@htware.it

E se Matt Cutts (ex Search Spam di Google) avesse cambiato cappello?

Matt Cutt e il viagra on-line
Matt Cutt e il viagra on-line

Matt Cutt e il viagra on-line

Lo strano titolo di quel feed ha incominciato a lampeggiare sul lato in basso a destra della retina fin dalle prime ore del mattino.

Buy Viagra” aveva tutta l’aria di un’entità esterna e patogena che si era infilata, chissà per quale motivo, nell’elenco dei feed di questo blog…

Dopo aver fatto finta di nulla per una buona mezza giornata (pregi di una buona concentrazione), mi sono deciso a controllare e… non appena ho puntato il link, il cuore ha avuto un sobbalzo: la fonte del link “infame” era il blog di Matt Cutts

Esatto, proprio lui il desaparecido della corte di Google ed ex capo della Search Spam: ovvio, mi sono detto, è ritornato nella mischia con un intervento al vetriolo sullo spam…

E invece… Niente di tutto questo, anzi – come ammette poi nei commenti (quasi giustificandosi) – un articolo a “contenuto editoriale, dove nessun link è un un link affiliato e nessuno mi paga per questo post”.

Non si tratta, fortunatamente, di un guest post, ma cosa c’entra con il tema e gli argomenti del blog di Cutts? Tra Gadgets, Google e SEO, non si capisce se si tratti di un gadget personale… oppure di quelli messi a disposizione per tutta la squadra di Google!

Se l’obiettivo non fosse quella piccola pillola di colore blu, l’ottimizzazione SEO on-page sarebbe perfetta: da notare le ricorrenze nell’URL, nel titolo e la frequenza delle ripetizioni nei primi due paragrafi. Poi il link, alla fine del primo paragrafo: di tipo follow, con un testo ancorato più che esplicito e diretto al sito del produttore effettivo del farmaco pro-virilità.

Si potrebbe quindi concludere che Matt Cutts abbia voluto ricondurre “a Cesare, quel che è di Cesare…”: non si tratta di spam, ma di una segnalazione editoriale (di un consumatore oppure di un esperto del settore?!) diretta a chi vende ufficialmente (e da decenni) il viagra on-line.

Cercando di non scendere a facili conclusioni, ho cercato a lungo il motivo reale di questo post ma, oltre a non trovare nessuna “morale” nella storia, mi sono imbattutto in altri pezzi del nostro Matt Cutts, non tanto in linea con i consigli e gli anatemi anti-spam dell’ex rappresentante di tutta la comunità SEO di white hats.

Ecco qui un altro esempio:

Matt Cutt e i caricatori USB

Matt Cutt e i caricatori USB

Un altro articolo a contenuto editoriale?! In questo caso, altre alla frequenza di una keyword (caricatore USB) che viene ripetuta quasi al limite del keyword stuffing, quello che emerge di pessimo sono due link a prodotti venduti sullo store di Amazon…

In gergo giornalistico (anche 20 anni fa, molto prima di Google), si sarebbero chiamate marchette… Sono convinto che Cutts non menta quando dice che nessuno lo paghi per questi “consigli commerciali”, ma siamo sicuri che questi articoli siano così perfettamente allineati con le linee guida di Google per i webmaster?

A me sembra che, per test personali oppure per burla, Matt Cutts abbia deciso di cambiare cappello e provare l’ebbrezza momentanea del black hat!

E tu cosa ne pensi?