Bologna 40125, Italy
+39 347 517 719
info@htware.it

Quali metriche alternative utilizzare per sostituire la PageRank Toolbar?

Fine della PageRank Toolbar?
Fine della PageRank Toolbar?

Fine della PageRank Toolbar?

La PageRank Toolbar è un cimelio storico della SEO, forse più utile in una teca di un museo piuttosto che a rappresentare il valore nominale (o contro valore) del tuo sito web….

L’ultima volta che è stata aggiornata correva l’anno 2013: siamo in dicembre e solo pochi mesi prima Matt Cutts aveva risposto così ad un tweet: “Sarei sorpreso se (il valore sulla toolbar) venisse aggiornato prima del 2014”.

E sempre nello stesso mese, Cutts disse addirittura che la “conduttura” che portava i dati di PageRank dai server interni di Google alla barra verde si era rotta e che non c’erano piani per riaggiustarla.

Bugia o realtà aumentata che fosse, quello di dicembre dell’anno scorso è stato l’ultimo aggiornamento di quel piccolo numero che ha fatto impazzire i dinosauri della SEO.

A questo aggiungiamo anche le affermazioni fatte da John Mueller (Google Webmasters Central) nel corso del suo ultimo hangout di help desk per la comunità SEO.

Il centralinista di Google ha detto: “Probabilmente non lo aggiorneremo più e andremo oltre”.

Puoi giustamente prendere con le pinze ogni affermazione di Mueller (soprattutto quando il tema è “cosa farò da grande”), ma una cosa sembra ormai certa: il valore di PR espresso dalla famosa toolbar non è più affidabile per indicare il valore SEO di un sito web.

L’indice di Google subisce più di uno smottamento durante l’anno e un valore di PR registrato l’anno scorso non può rendere giustizia di un anno vissuto abbastanza pericolosamente, tra aggiornamenti TopHeavy, Panda, Payday Loan e, per ultimo, Pinguino.

Quindi, indipendentemente da quello che Google farà con la sua barretta verde, è indispensabile – secondo Chuck Price (Search Engine Watch) – trovare valori alternativi e più sensibili alle fluttuazioni in termini brevi.

Non si può negare che il PR sia una metrica di link building molto familiare, ma notorietà e utilità non sono sinonimi. Quello che conta oggi nel link building, scrive Price, non è il valore in sé di PageRank, piuttosto la rilevanza conn i temi trattati nella pagina linkata.

Come singolo valore può essere utile, se usato come filtro anti-spam, durante un link audit: ad esempio escludendo le pagine a PR0 oppure in grigio, ma è proprio intorno a questi obiettivi che il valore della toolbar si mostra completamente anacronistico.

Quali sono le alternative possibili?

Secondo Price ogni servizio nato per produrre report sui backlink di un sito web ha sviluppato una metrica in competizione con il PageRank: ecco le 4 metriche preferite da fondatore di Measurable SEO.

MOZ – Page Authority

Si tratta forse della metrica più conosciuta ed è calcolata per prevedere in che modo un sito potrebbe essere classificato sulle SERP di Google.

La Page Authority è assegnata in centesimi e, come il PageRank, su scala logaritmica: questo significa che è molto facile salire nello score da 10 a 20, mentre è più complicato salire da 30 a 40 e così fino alla cima della scala. La sua qualità migliore è l’aggiornamento costante e, di conseguenza, una continua fluttuazione.

Majestic – Trust Flow

Secondo Majestic, la metrica di Trust Flow nasce da un grande bacino web di pagine recensite da editori in carne ed ossa: non si tratta ovviamente dell’elenco di tutti i siti più autorevoli sul web, ma secondo Price, si tratta di una discreta basedati.

La metrica nasce sulla base di un principio di prossimità: tenendo conto che un sito che ispira fiducia tende a costruire link verso siti altrettanto affidabili, Majestic misura la qualità dei tuoi backlink attraverso la loro distanza rispetto alle fonti più affidabili.

Ahrefs – URL Rank

Ahrefs descrive la sua metrica (URL Rank) come una scala derivata dalla misura dell’impatto di tutti i backlink che puntano su una determinata pagina e con diversi livelli di link equity.

Prendendo come base una pagina con URL Rank di valore 100 e con 10 link di tipo do-follow, l’algoritmo di Ahrefs presuppone che il valore passato da una pagina all’altra non superi mai l’80% del suo valore complessivo e che questo vada poi distribuito su tutti i link do-follow. Il processo ripetuto per ogni pagina (compresi i link interni) determina un valore preciso per ciascun link, che va poi a sommarsi con tutti gli altri.

Blekko – Host Rank

A differenza degli altri tre, Host Rank ha una scala di tipo lineare e non logaritmica e i suoi valori si muovono tra zero e un numero indefinito. Per fare un esempio, secondo questa scala di Host Rank, Google ha un valore di 16.735.

Questo tipo di scala serve ha rappresentare meglio la distanza, in termini di qualità, tra due siti web: ma purtroppo con qualche limite. Il primo è che si tratta di un servizio a pagamento, mentre il secondo (forse quello più importante) Blekko ha rimosso la funzionalità di site explorer e non è più possibile rilevare questo valore se non attraverso toolbar di terze parti.