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Come predisporre una strategia SEO e gestire il rapporto con i tuoi clienti

Come definire una strategia SEO insieme al cliente
Come definire una strategia SEO insieme al cliente

Come definire una strategia SEO insieme al cliente

Spesso le criticità maggiori di un progetto non si presentano nello studio e nella preparazione di una strategia SEO, ma nel rapporto con il cliente finale…

Ci sono diverse tipologie di cliente, ma non li voglio distinguere per dimensioni del portafoglio oppure (ancora peggio) per carattere: la distinzione che ha senso fare è tra coloro che hanno una minima consapevolezza di che cosa sia la SEO e coloro che non ne hanno una minima idea (però sanno che in linea di massima è un sistema per aumentare gli introiti).

Per gli uni e, soprattutto, per gli altri, il primo step per la tua strategia SEO è la formazione.

Formare non significa solo sfatare i luoghi comuni della pozione magica e dell’unguento portentoso, ma nell’ordine:

1) spiegare cos’è e come funziona un motore di ricerca;

2) indicare quali sono le sue caratteristiche conosciute e cosa non si può sapere a proposito dei suoi algoritmi (ma per carità, con loro chiamateli più semplicemente sistemi automatici per restituire risultati rilevanti);

3) invitarli a mettersi nei panni di un loro potenziale cliente di fronte alla casella di input di un motore di ricerca.

Se il cliente è un’azienda strutturata, chiamate a raccolta tutto il suo ufficio marketing o reparto vendite e raccogliete quante più informazioni possibili relativamente ai prodotti oppure ai servizi che l’azienda vende.

A questo punto è il consulente SEO che deve formarsi e informarsi sul core business aziendale e disegnare l’utente oppure il consumatore modello di ciò che l’azienda vende.

In questa attività non devi partire con pregiudizi: lasciati guidare dall’ingenuità (meglio una domanda in più, che un dubbio non risolto) e non accontentarti del primo modello di utente individuato.

Se trovi che prendere appunti non sia sufficiente, registra le conversazioni (in audio, ma anche in video) e osserva le reazioni di tutti i partecipanti come se fossi dentro a una puntata di “Lie to me”… (ma non fare domande troppo imbarazzanti).

Tutto questo serve per impostare una mappa di contenuti che ti consiglio di disegnare seguendo un modello ipertestuale o atomico, dove intorno ad un nucleo centrale si vanno a dipanare indefinite terminazioni.

Dopo averne definita una prima bozza rimetti tutti i tuoi interlocutori intorno ad un tavolo e presentala (con o senza slides). La mappa che hai disegnato è candidata a diventare la futura architettura del sito web e devi essere sicuro che non manchi nulla e che non ci siano rami di troppo. Le foglie possono sempre aumentare oppure calare con il passare delle stagioni, ma la struttura del tronco e dei suoi rami principali deve essere rifinita in modo ottimale.

Una volta approvata la struttura da tutti i presenti (oppure da chi conta) ti rimetti in cattedra e cominci a spiegare in che modo Google e altri motori di ricerca attribuiscono più valore ad un sito piuttosto che ad un altro, magari tra i loro competitor…

Si tratta della fase più delicata ovvero far capire al cliente che più citazioni (sane, genuine e naturali) pioveranno sul suo contenuto on line, maggiori saranno le probabilità di scalare la classifica e superare i suoi concorrenti sulle pagine dei risultati di una ricerca.

La consapevolezza del cliente finale a proposito di link building (compresa la distinzione tra acquisizione di link positivi e negativi) è determinante: non solo per una questione di trasparenza nel gioco della SEO, ma anche perché le fonti più importanti per l’approvvigionamento di link sono spesso e volentieri a diretta portata del titolare dell’azienda o dei suoi addetti alle vendite e agli acquisti.

Certo, hai letto bene, ho scritto proprio acquisti… I fornitori di un’azienda sono la prima risorsa e la più facile da contattare!
Al secondo posto metto la rubrica del titolare e dei suoi assistenti e al terzo la lista di tutti i clienti già acquisiti e soddisfatti dall’acquisto che, come ogni buon manuale di vendita recita, sono i migliori commerciali che l’azienda può avere.

Tutto il resto farà parte di una routine costante e quotidiana di analisi di dati e risultati: ma a questo punto il sito è decollato e la tua responsabilità diventa quella di mantenere il velivolo in quota, con o senza perturbazioni, evitare vuoti d’aria o ammaraggi di fortuna nell’oceano dell’indice di Google.

Buona navigazione, capitano!