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Come recuperare i dati che Google ha nascosto (1)

Come recuperare le keywords, i links, i dati di traffico che Google ha nascosto
Come recuperare le keywords, i links, i dati di traffico nascosti da Google

Come recuperare le keywords, i links, i dati di traffico nascosti da Google 1

Negli oceani di internet, i tesori non si nascondono solo tra le calde acque dei Caraibi: alcuni veri tesori si trovano solo a distanza di pochi click.

E possono permetterti di ritrovare tutto ciò che Google non mostra direttamente (che non ha mai mostrato oppure che ha deciso di nascondere).

Dalle keywords, ai links, passando per un’analisi comparativa dei dati di traffico e dei risultati dei competitor.

Halloween (o charade) a parte, l’ultima lavagna bianca di Randy Fishkin contiene consigli e link molto utili per mettersi alla ricerca dei dati perduti.

Analisi delle keywords

Ogni progetto SEO ha bisogno di informazioni sulle keywords legate al traffico: è necessario sapere quali keywords mandano traffico verso il nostro sito, quali keywords mandano traffico su i siti di altre persone.
Quale traffico proviene da inserzioni, quale dalla ricerca organica, dove si direziona e cosa fa.

“Vogliamo sapere”, dice Fishkin, “quali parole convertono, perché se una parola converte bene, significa che dobbiamo concentrare i nostri sforzi e cercare il posizionamento migliore per quella”.

Ci sono diversi strumenti che consentono di effettuare una stima del traffico prodotto da keywords, anche nell’era “not provided” di Google.

Oltre allo strumento di casa (Moz Analytics), Fishkin consiglia Conductor e soprattutto SimilarWeb.

La preferenza per quest’ultima piattaforma è data dal fatto che parte da dati raccolti tra i propri utenti: persone in carne ed ossa con software installato e toolbars per tracciare ogni loro comportamento sul browser.

Questa comunità conta diversi milioni di utenti e, messi insieme, sono un discreto campione per il mercato americano ed europeo e raccolgono dati a livello di clickstream.

La seconda scelta di qualità, secondo Fishkin, è SEMrush.

Solo negli Stati Uniti, SEMrush tiene sotto controllo circa 50 milioni di parole chiave: nei loro report è possibile vedere dati di posizionamento attuali e storici, di ricerca organica e a pagamento. Questo sia per il tuo sito, che per quello dei tuoi concorrenti…

Analisi dei link

“I dati sui link, dice Fishkin, sono scomparsi da Google diversi anni fa”.

In verità alcuni dati sono forniti all’interno della Search Console (ex GWT), ma non sono fantastici, non sono comprensibili e sopratutto è abbastanza faticoso sfogliarli…

“Vogliamo sapere chi ha creato un link verso di noi oppure verso i nostri concorrenti. Vogliamo fare attenzione allo spam. Vogliamo essere in grado di confrontare i nostri link con quelli dei concorrenti, capire come possono influenzare il nostro rank e trovare nuove opportunità di link”.

Sui tre strumenti più famosi per l’analisi dei link (Majestic, Ahrefs e Moz), Fishkin spezza due lance a favore dei concorrenti: dice che Majestic ha l’indice di dimensioni maggiori (3 volte più grande di quello di Ahrefs) e Ahrefs un indice di dimensioni doppie rispetto a quello di Moz: in sostanza Moz ha il database di link più piccolo di tutti.

“Sia chiaro, conclude Fishkin sulla link analysis, che nessuna di queste tre fonti possiede gli stessi dati di Google. Nessuna spedisce crawler che possano seguire esattamente i crawler di Google, anche se tutte e tre inseguono un modello che si avvicina a quello di Google.

[Vai alla seconda parte della sintesi del video]