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Ricerca semantica: perché utilizzare i microdata e quali sono i più importanti da utilizzare?

Tutti i brevetti di Google sui dati strutturati
Ricerca semantica e micro-data

Ricerca semantica e micro-data

Mettiamo subito in chiaro una questione: i marcatori semantici, microdata o dati strutturati (chiamateli un po’ come vi pare) non sono fattori di posizionamento su Google, Bing e nemmeno sui giganti dell’Asia (Yandex e Baidu).

Utilizzarli non migliora il posizionamento del tuo sito, rispetto ad altri siti che non li utilizzano. Forse è per questo che non si sono ancora diffusi a macchia d’olio e, per lo stesso motivo, non sono ancora stati inseriti all’interno di algoritmi anti-spam: bene, allora che senso ha perdere tempo per integrare i marcatori essenziali dell’HTML, con questi innesti inutili e futili?!

Provo a spiegarlo ancora una volta, ricorrendo alle parole utlizzate da David Waterman (Search Engine Land): “i tag semantici possono arricchire i tuoi risultati esistenti, renderli molto più attraenti alla vista degli utenti e, quindi, aumentare potenzialmente il CTR (frequenza dei click)“.

Quindi sono indubbiamente importanti: bene, allora come fare per implementarli senza impazzire in liste infinite? L’importante, sostiene Waterman, è concentrarsi, in una fase iniziale solo su quelli più importanti.
Ecco una lista di cinque elementi semantici su cui vale la pena di concentrare i propri sforzi:

1) Facebook Open Graph

<meta property=”og:url” content=”https://www.mybestsite.com”>
<meta property=”og:image” content=”https://www.mybestsite.com/img/l.jpg”>
<meta property=”og:title” content=”My Best Site”>

Questa proprietà consente di definire il modo in cui la tua pagina web verrà visualizzata su Facebook e su altre piattaforme social (se non vengono fornite altre indicazioni).

2) Breadcrumbs (briciole di pane)

<span itemscope itemtype=”https://data-vocabulary.org/Breadcrumb”>
<a href=”https://www.mybestsite.com/news” itemprop=”url”>
<span itemprop=”title”>News</span></a>
<span itemscope itemprop=”child” itemtype=”https://data-vocabulary.org/Breadcrumb”>
<a href=”https://www.mybestsite.com/works” itemprop=”url”>
<span itemprop=”title”>Works</span></a>

Questo tag consente di predefinire le “briciole di pane” da mostrare nei tuoi risultati di Google, includendo link cliccabili al posto dell’URL completo della pagina.

3) Valutazioni sui prodotti

<div itemprop=”aggregateRating” itemscope itemtype=”https://schema.org/AggregateRating”>
<div>
<i title=”3.5 star rating”><img alt=”3.5 star rating” height=”303″ src=”https://www.mybestsite.com/works/shuttle.png” width=”84″>
</i>
<meta itemprop=”ratingValue” content=”3.5″>
</div>
<span class=”review-count rating-qualifier”>
<span itemprop=”reviewCount”>44</span> reviews</span>
</div>

Questo elemento ti permette di specificare un prodotto (oppure un lavoro in un portfolio) e tutte le sue informazioni collegate nei risultati di una ricerca, nella forma della rich snippet, con immagine e stelline di valutazione.

4) Google Authorship

<link href=”https://plus.google.com/u/0/+MarcoAngelucci-Hightechware″ rel=”author” />

Questo marcatore, forse il più noto, consente di collegare il tuo sito al tuo account di G+ e di fornire l’immagine dell’autore per i tuoi articoli, anche per molteplici domini.

5) Schema per i video

<div id=”cols” itemprop=”video” itemscope itemtype=”https://schema.org/VideoObject”>
<meta itemprop=”name” content=”Space Voyager Show: Webisode 02″>
<meta itemprop=”playpageUrl” content=”https://www.youtube.com/watch?v=Zh7F_QN5hrQ&list=LLT4Rczwd7SWV9Bt1s9T9maQ″>
<meta itemprop=”discussionUrl” content=”https://www.youtube.com/watch?v=Zh7F_QN5hrQ&list=LLT4Rczwd7SWV9Bt1s9T9maQ″>
<meta itemprop=”thumbnailUrl” content=”https://i1.ytimg.com/vi/Zh7F_QN5hrQ/mqdefault.jpg”>
<meta itemprop=”url” content=”https://www.youtube.com”>
<meta itemprop=”logo” content=”https://s.ytimg.com/yts/img/pixel-vfl3z5WfW.gif”>
</div>

Questo tag semantico serve per comunicare dettagli specifici di un video sulla pagina dei risultati di un motore di ricerca, oltre a inserire la miniatura del tuo video nella rich snippet.

L’aggiunta di una rich snippet nei risultati di Google (ma non solo) ovviamente non è automatica, ma a completa discrezione del motore di ricerca che decide di pubblicarla: in generale la discrezionalità può essere “aiutata” con una buona qualità e una certa popolarità dei tuoi contenuti.

Per implementare con più facilità i tag semantici di schema.org, Waterman consiglia questa risorsa: Schema Creator.