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Rich snippet nel 36% dei risultati di Google, ma pochissimi siti web usano i microdata di Schema.org

Rich snippet e utilizzo dei dati stutturati
Rich snippet e utilizzo dei dati stutturati

Rich snippet e utilizzo dei dati stutturati

Più di un terzo dei risultati delle ricerche di Google (36%) incorporano le rich snippet, ma solo una percentuale nettamente inferiore all’1% di tutti i siti web utilizza i tag semantici di Schema.org.

Si tratta del risultato, abbastanza paradossale, emerso da una ricerca condotta da Searchmetrics su un campione di alcune decine di migliaia di keywords (analizzando i primi 50 risultati) e di circa mezzo milione di domini per valutare l’utilizzo dei dati strutturati.

Mentre i motori di ricerca stanno rapidamente aumentando l’inserimento di immagini, link e testo aggiuntivo nei risultati di una ricerca (arricchimento noto come rich snippet) per dare agli utenti una migliore consapevolezza del contenuto di un sito web prima del click, lo studio di Searchmetrics rivela come solo un piccolo pugno di siti web stia facendo uso degli elementi di schema.org approvati da Google, che servono proprio per aiutare webmaster e digital marketers a presentare queste informazioni extra ai motori di ricerca.

Tutto questo nonostante il fatto che oltre un terzo (36,6%) dei risultati di ricerca di Google incorporano questi elementi di schema come le rich snippet o altre integrazioni, quali recensioni e feedback sui prodotti, che possono potenzialmente attirare maggiore attenzione e traffico nel momento in cui vengono visualizzati nelle pagine dei risultati di una ricerca (SERP).

Secondo Marcus Tober, fondatore dell’agenzia di rilevazioni, “i risultati che i dati stutturati di schema.org possono fornire sono sotto gli occhi di tutti: dalle recensioni alle informazioni relative al prezzo di prodotti o ai menu dei ristoranti”.

La tipologia più comune di questi nuovi “frammenti” nelle SERP è correlata con maggiore frequenza a film e prodotti in offerta: per quanto riguarda i film, dice Tober, le loro rich snippet sono le più numerose (circa il 27% di tutte le integrazioni), a seguire i prodotti in offerta (solitamente collegati alla vendita on line e a siti di commercio elettronico) con il 21% di frammenti. Sul terzo scalino del podio Searchmetrics mette invece le serie televisive.

Analizzando i primi 50 risultati per ciascuna parola chiave, Tober ha affermato che i siti che utilizzano i dati strutturati sono classificati in modo migliore nei risultati, scalando di circa 4 posizioni i siti simili per contenuto, ma privi di struttura semantica.

Questo non è un indice di correlazione diretta, ma è sicuramente un buon indizio. Tober su questo punto è abbastanza cauto: “potrebbe non essere vero che queste pagine siano effettivamente preferite da Google solo perchè contengono i tag dello schema”.

Il posizionamento più elevato potrebbe essere legato anche al fatto che i webmaster che utilizzano questi tag siano molto più competitivi rispetto ad altri concorrenti: ad esempio perché hanno sviluppato un’ottimizzazione migliore spendendo più risorse nella creazione di contenuti e nella SEO più in generale.

Quello che risulta chiaramente dai risultati dello studio è che solo una piccolissima fetta di professionisti (0,3%) su oltre 50 milioni di domini analizzati li utilizzano nelle loro pagine e tra questi ci sono quasi esclusivamente siti appartenenti a grandi realtà imprenditoriali: ovvero siti di carattere nazionale per la recensione di film / serie televisive e grande distribuzione commerciale.

Secondo Tober si tratta essenzialmente di un gap culturale di conoscenza tecnica: a questo aggiungo che si tratta di un campione acquisito prevalentemente all’interno degli USA (no comment). Varrebbe la pena fare un test simile nella vecchia Europa, dove la formazione e la divulgazione tecnica ha un livello decisamente superiore.

In fondo non si tratta nemmeno di una grossa novità: l’accordo raggiunto tra i maggiori motori di ricerca (Google, Yahoo e Bing – con l’aggiunta più recente di Yandex) è ormai di 3 anni fa.

Potrebbe allora essere colpa solo di un’ignoranza generalizzata?!

E tu cosa ne pensi? Stai già utilizzando i microdata di schema.org?
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