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12 indizi per riconoscere e sventare una truffa SEO (2)

Come riconoscere una truffa SEO
Come riconoscere una truffa SEO

Come riconoscere una truffa SEO

[Torna alla prima parte]

Ecco la seconda parte del dodecalogo di Randy Milanovic (KayaK) per riconoscere (e stare lontano da) offerte inadeguate (per usare un eufemismo) di Search Marketing e posizionamento sui motori di ricerca.

#4 Confondono PPC e SEO (oppure tentano di confonderti sulla differenza)

Gli annunci a pagamento e il posizionamento nei risultati di una ricerca sono due cose completamente diverse: se chi ti ha venduto il servizio ti dice che “hai raggiunto la prima fila nei risultati” con un’offerta maggiore rispetto ai tuoi concorrenti, questo ti deve poi suggerire che hai incontrato la persona sbagliata..

Mentre per le inserzioni vale il principio dell’asta al rialzo, il tuo posizionamento sulla ricerca organica non dipende (e soprattutto non può dipendere) da quanto hai pagato Google!

#5 Il link della campagna di AdWords punta alla tua homepage

In una campagna di PPC, fatta con Google AdWords, paghi per ogni click che ricevi verso il tuo sito. I tuoi visitatori devono quindi essere diretti immediatamente verso le pagine di destinazione (landing pages) dove possano scaricare informazioni, saperne di più o iscriversi ad una newsletter.

Spedirli verso l’homepage è uno spreco di tempo e, quindi, di denaro perché richiede poi per gli utenti un passaggio ulteriore per trovare le informazioni che cercavano.

In secondo luogo Google premia le migliori pagine di destinazione con una tariffa più bassa su ogni click.

#6 Bruciano tutto il budget su keywords generiche oppure ovvie

Le persone utilizzano un motore di ricerca con frasi che suggeriscono un’intenzione: concentrarsi su termini molto comuni e con un alto volume di traffico significa infilarsi nella competizione più onerosa ovvero con il costo più alto per ogni click.

Un consulente preparato, scrive Milanovic, “deve essere in grado di cogliere il frutto più basso che pende dall’albero” e trovare nuove opportunità di ricerca, fuori dal mainstream e non ancora calpestate…

#7 Utilizzano parole chiave con il tuo brand (branded keywords)

Se non appari nella ricerca organica almeno con il nome della tua azienda oppure del tuo marchio, significa che hai un grosso problema SEO: non di posizionamento, ma di indicizzazione…

Viceversa quando il nome che hai assegnato al tuo business compare nella parte più alta di una SERP, si tratta di un fatto quasi naturale, dove il merito del consulente è molto relativo.

A cosa ti serve poi un buon piazzamento sul tuo brand? Per essere trovato dai tuoi dipendenti, dai clienti che hai già acquisito, ma non per allargare i confini del tuo business…

#8 Non chiedono nessuna informazione sul tuo tipo di attività

Quando una campagna SEO o PPC funziona, te ne accorgi subito da un aumento di contatti qualificati: chi ti ha venduto il servizio quindi non può sapere se la campagna stia funzionando o meno, se non chiedendoti informazioni su base regolare rispetto a questo tipo di dato.

I dati di traffico valgono poco se non li confronti con le conversioni e i contatti qualificati che ricevi, tra consulente e cliente deve esserci un rapporto continuo. Più dati vengono condivisi e maggiori sono i benefici.

#9 Non ti informano degli aggiornamenti in campo SEO

Per gli addetti ai lavoro è un fatto abbastanza ovvio, ma per un cliente non lo è: Google e tutti gli altri motori di ricerca sono costantemente aggiornati ed evolvono con il tempo.
Se un “venditore” non ti informa di questi cambiamenti, non solo non ti mette in condizioni di gestire in autonomia eventuali problemi, ma potrebbe anche essere lui stesso all’oscuro di (non) eventuali aggiornamenti di algoritmo.

#10 Chiedono più commissioni per aumentare il budget per le inserzioni

Per quanto riguarda le campagne PPC, una volta che è stata configurata l’inserzione, aumentare il budget è un’azione che si può compiere con un semplice click.

Se ogni volta che aumenti il budget, il tuo “consulente” ti chiede più soldi, comincia a chiederti il perché… La tariffa giusta dovrebbe comprendere una base per la configurazione di ogni annuncio e una periodica per la manutenzione (e l’aggiornamento) dell’account.

#11 Ti trattengono come un ostaggio

Se l’agenzia o il consulente a cui ti rivolgi è l’unico a possedere le chiavi di accesso al tuo account di Google Analytics oppure ai profili social o addirittura quelli di accesso ftp (senza condividerli con nessuno, nemmeno con te), la tua attività economica corre un grosso rischio.

Una “copia” di tutte queste chiavi di accesso deve essere sempre in tuo possesso: secondo Milanovic, solo tu dovresti avere permessi di amministratore, mentre tutti gli altri (consulenti compresi) solo accessi di tipo guest.

#12 Non vedi mai alcun risultato

Non pensare che pochi risultati siano meglio che niente… Se non ricevi i risultati che ti aspetti, devi subito richiedere una verifica e non fidarti dei risultati ottenuti nel breve periodo.
Se investi nella SEO, i risultati arrivano in periodi più lunghi: ma se la campagna è stata concentrata sul bersaglio giusto, se le parole chiave sono state scelte nel migliore dei modi e se ogni tassello on-page e off-page è stato sistemato correttamente, allora i risultati arriveranno e con un volume più che discreto.

Quanti “consulenti” hai conosciuto oppure riconosci con questo profilo di truffatore?