Bologna 40125, Italy
+39 347 517 719
info@htware.it

Semaforo verde da Google sul Responsive Design

Esempio di Responsive Design
Esempio di Responsive Design

Esempio di Responsive Design

Meglio tardi che mai. Considerando che la prima uscita pubblica di Google sul Responsive Design risale appena a giugno dell’anno scorso e che la tecnica basata su un uso combinato di media query, griglia fluida e immagini fluide, risale addirittura all’estate del 2010… era ora che qualcuno dalle parti di Google – anche Matt Cutts – battesse un altro colpo.

Tecnicamente un sito responsive invia a tutti i  dispositivi (desktop, mobile, tablet, wide screen) lo stesso set di URLs, dove per ciascun URL invia lo stesso documento HTML per tutti i dispositivi, utilizzando essenzialmente CSS per modificare il modo in cui la pagina è renderizzata sul dispositivo.

In parole semplici e, dal lato SEO, significa evitare il rischio di contenuto duplicato (quindi penalizzazioni) che si può correre, se si opta per la doppia versione: distribuita sia dinamicamente (gli URLs non cambiano, ma per ogni URL viene inviato un documento HTML differente a seconda del dispositivo che incontra) – sia in due host separati tra loro (es. un URL per la versione desktop e un altro URL per la versione mobile).

Ancora il buon Matt Cutts decide di intervenire, nel suo appuntamento settimanale alla cafeteria di Mountain View, per mettere in chiaro che, se un sito è sceso in basso nei risultati, questo non può essere dovuto al fatto che sia stato progettato come un sito responsive, anzi… E qui viene l’endorsement implicito: un sito progettato per adattarsi nel layout, pur mantenendo gli stessi contenuti, può solo piacere ai ragni di Google.

Prima di lasciarvi godere il filmato, mi piacerebbe sottoporre al team di Google una piccola domanda – a nome, credo, di molti blogger: “Se il Responsive Design è la scelta finale di Google, perché nei formati standard delle inserzioni di AdSense, il formato c.d. Responsive è ancora in fase beta e quindi non tra i formati consigliati ?”. Formato non consigliato, significa penalizzato nella quotazione e quindi raramente utilizzato…