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SEO Internazionale: come diventare “globali” con un budget limitato

SEO Internazionale in GWT
SEO Internazionale

SEO Internazionale

Portare il tuo business fuori dai confini della tua regione o, ancora di più, fuori da quelli del tuo paese potrebbe non essere un’impresa facile.

Servono tempo (quindi pazienza) e soldi (perché il tempo di un consulente ha il suo costo): la SEO internazionale deve essere misurata su precise strategie di contenuto, mirate sulle specifiche di lingua e di cultura dei mercati (globali o locali) che ti interessano.

Se hai intenzione di vendere progetti di ingegneria in Germania, ad esempio, devi adattare il tuo contenuto al target “locale” del mercato tedesco. Se invece vuoi far entrare un tuo prodotto nel mercato americano e inglese (con Australia, Canada e isole minori connesse), il target diventa – indiscutibilmente “globale”.

Con lo scopo di limitare i costi di una campagna di SEO internazionale su mercati che parlano una lingua diversa dalla tua, James Lee (Vertical Leap), ha pubblicato, di recente, alcuni buoni consigli, per orientare in modo corretto la tua strategia (e quindi evitare il costo di consulenze di tipo strategico…).

Il primo step, dice Lee, è quello di essere specifici rispetto a quello che vuoi dalla SEO internazionale: analizza quindi il tuo potenziale ponendoti queste domande:

1) Quale è la tua visibilità attuale da altri paesi diversi dal tuo?
2) Quale è il volume di ricerche locali che vuoi attirare per paese e per lingua?
3) Qual’è il budget che hai a disposizione?
Gli step successivi, invece, sono passaggi che implicano modifiche “tecniche”: dopo aver scelto la lingua (o i paesi) devi scegliere se usare specifiche nel codice (language meta tag) oppure se comprare direttamente un dominio che contenga nel primo livello (TLD), il riferimento al paese (.es, .fr, .co.uk, etc).

Fa parte di questo step, secondo Lee, anche la strategia di contenuto (quali contenuti per il nuovo pubblico) e la scelta operativa più importante: “mi affido interamente ad un’agenzia SEO oppure chiedo a loro solo una consulenza”?

Scegli infine la tua scaletta dei tempi: Lee scrive che spesso budget e scadenze temporali sono accostate in modo sbagliato per la SEO Internazionale. Il titolare di un’azienda vede che la spesa è per x euro in un mese di tempo e pensa, in base al suo portafoglio, se può permettersi o meno di aggredire altri mercati con i motori di ricerca.

Quello che un’azienda può spendere, dice Lee, deve essere rapportato su risultati e su obiettivi finali: se il budget è limitato si può incominciare individuando obiettivi intermedi e su tempi più lunghi, rifinendo via via con il tempo dettagli e caratteristiche non subito necessarie (puoi evitare, ad esempio un blog, se non hai ancora individuato il profilo della comunità di utenti che vorresti sviluppare in mezzo alle isole della Polinesia).

Se una piccola azienda ha un budget ridotto non è impossibile preparare lo sbarco sui mercati esteri: basta avere solo più pazienza.

Credi anche tu che James Less sia un “folle errante“, come lui si auto definisce, per considerare solo l’idea di ottenere visibilità sui motori di altri paesi con un budget limitato?