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La SEO non ha come obiettivo principale il ritorno dell’investimento (ROI): sei d’accordo?

La SEO non ha un ROI diretto
La SEO non ha un ROI diretto

La SEO non ha ROI?

Questa opinione contribuirà a scaldare il clima: sopra l’estate rovente che ci attende, David Waterman (Search Engine Land) cala il suo asso personale.

La SEO non deve essere mantenuta con il solo obiettivo del ROI“: chi investe in un canale di marketing si aspetta di vedere un ritorno del proprio investimento da quel canale. Così si aspetterebbe anche chi investe nella SEO, ma purtroppo si tratta di un’attività che non soddisfa i requisiti per un obiettivo di ROI.

Una bella provocazione, ma per dimostrare che non è un’affermazione sbagliata, Waterman fornisce due argomentazioni.

1) La SEO non è un canale di marketing

I soldi dedicati alla SEO normalmente provengono dal budget del marketing e per questo viene erroneamente accostata, dice Waterman, a strumenti come AdWords e gli annunci di Facebook.
Google è il primo ad ammettere che non sono i soldi a garantirti visualizzazioni e traffico dai risultati organici: i risultati della ricerca organica sono il tentativo di Google di fornire le risposte più appropriate alle tue domande (query), basandosi sulla valutazione di tutti i siti che hanno una correlazione con la tua domanda e non in funzione del tuo investimento.

La SEO è uno strato di controlli e equilibri che sta all’interno dei meccanismi di tutta la tua comunicazione online, per aiutarti a portare il tuo messaggio il più lontano possibile“.
Attraverso una manutenzione continua, la SEO ti aiuta ad assicurarti che i motori di ricerca identifichino correttamente il valore del tuo sito per aumentare la tua visibilità organica.
Per raggiungere questo risultato i tuoi sforzi devono essere diretti a una verifica costante della struttura del sito web e non solo. Oltre a questo devi identificare e creare contenuto di valore, cercare e costruire relazioni on line.

Per tutto questo, la SEO non è un canale di marketing in senso proprio: piuttosto è una miscela di revisioni, definizioni e aggiustamenti continui, per assicurarti di non cadere troppo in basso ogni volta che modifichi i contenuti del tuo sito web.

2) La SEO non è un investimento: è un requisito

È possibile creare un sito web senza alcuna considerazione SEO: il risultato finale sarà comunque sempre un sito web.

Ma i problemi che nasceranno potrebbero influire negativamente sul successo del tuo sito web.
Immagina il consulente SEO come il manutentore di un condominio residenziale. Questa figura professionale serve per valutare e verificare che ogni nuova costruzione, aggiunte o migliorie siano eseguite a norma di legge e in sicurezza per tutti gli inquilini.
È sempre possibile fare modifiche in casa propria senza i permessi e le autorizzazioni necessarie: ma non è detto che il solaio, che ti sei costruito da solo, possa reggere così a lungo nel tempo…

Lo stesso può essere detto, afferma Waterman, per la SEO: puoi pagare anche decine di migliaia di dollari un sito web, ma se non è stato costruito con appropriati componenti SEO, chi può dire che non verrà sbalzato via, quando passerà il crawler di Google per la prima volta?
Lo stesso di può dire per il social media marketing, per le strategie di content marketing e in generale per tutte le tue tattiche di PR: sono tutte legate a doppio filo alla “salute organica” del tuo sito web e richiedono specifici permessi e requisiti SEO.

Io non penso che sia un concetto inverosimile: è vero che puoi sopravvivere online con un budget interamente dedicato a campagne di PPC (pay per click), senza nessun requisito SEO. L’unica cosa che puoi perdere è la garanzia (o assicurazione) che, una volta finiti i soldi, il tuo sito possa continuare a sopravvivere nella ricerca organica.

E tu sei d’accordo con Waterman quando dice: “la funzione primaria della SEO è quella di assicurare l’esistenza online del tuo brand e non quella di ottenere un ROI: si tratta, semplicemente, di un componente necessario per mantenere in onda il tuo sito web“?