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Lo showbiz della SEO senza Matt Cutts (Google) e Duane Forrester (Bing)

I big di Google e Bing abbandonano la scena
I big di Google e Bing abbandonano la scena

I big di Google e Bing abbandonano la scena

Due in un colpo solo!

Le due figure più rappresentative di Google e Bing, a distanza di pochi giorni annunciano (in modi e sfumature diverse) la loro dipartita: Matt Cutts (ex capo della Search Spam di Google) e Duane Forrester (Bing Webmaster Outreach Manager).

Due giorni fa l’annuncio più “tragico”, quello di Forrester, licenziato (insieme a tutto il suo gruppo) per “ristrutturazione” dell’azienda Microsoft. Nel suo blog, con molto stile, ringrazia come un “dono” i 7 anni passati insieme al suo gruppo” e tutte le aziende, ma anche i consulenti SEO che ha aiutato a crescere.

È solo di ieri, invece la notizia del “prolungamento delle ferie” di mister Cutts. Ricorderai l’annuncio sorprendente, dato a inizio luglio di quest’anno, di un ritiro temporaneo per ragioni “familiari e sportive”.

L’ex comandante in capo della Search Spam di Google, su quello stesso post di luglio del suo blog, ha aggiunto ieri qualche riga in più.

“Quando me ne sono andato, volevo vedere come la Webspam se la sarebbe cavata senza di me. In questo periodo ho parlato con persone sia della squadra algoritmica, sia di quella manuale, e stanno facendo un lavoro eccellente: è per questo motivo che sto programmando di estendere il mio ritiro fino al 2015“.

Più che una richiesta di prolungamento, sembra un testamento: la squadra può funzionare anche senza di lui (“chi l’avrebbe dubitato, poi…), quindi, dice tra le righe Cutts, è ora che dopo 14 anni di onorato servizio mi faccia da parte.

Dietro questa scelta, secondo Danny Sullivan (Search Engine Land), ci sarebbe il tentativo di Google di diminuire l’esposizione da “rockstar” di un solo personaggio che, nella buona e nella cattiva sorte, è diventato il parafulmine aziendale: da un lato osannato dai puristi dello spam e, dall’altro sbeffeggiato dall’area nera e grigio-nera dei SEO.

Ecco quindi la comparsa di diversi sostituti provvisori tra cui lo svizzero John Mueller, l’ingegnere Gary Illyes e il blogger Pier Far, ma nessuna figura di primo piano assoluto.

Potrebbe trattarsi di una pura casualità, ma per la comunità SEO perdere a distanza di pochi giorni i principali riferimenti in carne ed ossa dentro Google e dentro Bing, potrebbe creare scompensi (nella parte più fragile).

A parte la solidarietà umana nei confronti di Forrester (che non ha scelto volontariamente il pre-pensionamento), credo che la dipartita contemporanea di entrambi i personaggi potrebbe rappresentare un punto di svolta nella comunità SEO e da cui, la stessa comunità, potrebbe trarne beneficio: come un “adolescente” trentenne che – non riuscendo ad abbandonare il nido dei propri genitori – viene giustamente cacciato di casa per cominciare ad assumersi le responsabilità delle proprie azioni.

La rottura generazionale porterà una ventata di aria fresca da queste parti?! E tu cosa ne pensi?