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Snippet strutturate di Google: la rivincita dei tag semantici e delle tabelle!

Tutti i brevetti di Google sui dati strutturati
Google Structured Snippet

Google Structured Snippet

Se non era Google Knowledge Vault, poco ci mancava e qualcosa, a tutti gli effetti, bolliva in pentola.

La soppressione dell’authorship non era piaciuta ai conferenzieri del nostro campo, ma – tutto sommato – non sono mai stati il target “tipico” e naturale dell’utente di Google.

La novità infatti è tutta per l’esperienza dell’utente tipo di Google e consiste nell’inseririmento, all’interno dei risultati delle SERP, alcuni dettagli utili a definire le caratteristiche di un prodotto oppure di un servizio.

Il nome ufficiale è “Structured Snippet” (frammento strutturato) e rientra tra quelle stesse snippet scippate ad autori come te.

Il test era in corso già dall’inizio di settembre, ma la conferma ufficiale è arrivata solo l’altro ieri sul Google Research Blog.

In sostanza Google ha iniziato a mostrare frammenti di dati, rilevanti per la query, dentro lo snippet dei risultati di una ricerca. Ecco un esempio raccolto da Barry Schwartz (Search Engine Land).

Esempio di Google Structured Snippet (1)

Esempio di Google Structured Snippet (1)

Esempio di Google Structured Snippet (2)

Esempio di Google Structured Snippet (2)

Google dice che i dati sono forniti dal Knowledge Graph e altre fonti. Ma da quello che si può notare nell’esempio qui sopra sembra che la sorgente più rilevante di dati siano dati strutturati all’interno dei contenuti stessi della pagina: ovvero i tag semantici di schema.org.

Ma c’è anche qualcos’altro di molto interessante: il gruppo di lavoro WebTables ha elaborato un sistema per estrarre e comprendere dati in forma tabellare (le vecchie e inossidabili tabelle e con tutti i loro attributi di accessibilità).
Lo scopo dichiarato è quello di far emergere dati che possano essere rilevanti per l’utente e la sua query.

“Utilizziamo tecniche di apprendimento automatico, scrivono i ricercatori di Google, per distinguere tabelle di dati da tabelle non interessanti (come ad esempio quelle utilizzate per il layout di una pagina web). Inoltre abbiamo algoritmi aggiuntivi per determinare la qualità e la rilevanza necessaria per mostrare fino a 4 fatti (li chiameremo Google Facts) ben posizionati estratti da queste tabelle di dati.

Rimane valido quindi tutto quello che è stato scritto in questo blog a proposito di ricerca semantica e dati strutturati: al di là del piagnisteo dell’autore, i tag semantici (che sono migliori delle tabelle) sono lo strumento più qualificante per arricchire le informazioni restituite in una SERP.

E tu cosa ne pensi?