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Suggerimenti di Google per trasferire, spostare o migrare i contenuti del tuo sito web

Come traslocare un sito web
Come traslocare un sito web

Come traslocare un sito web

Tra tutte le attività SEO è la più delicata: niente in confronto all’inizio di una nuova campagna su un sito web completamente nuovo.

Quando tutto parte da zero, l’ottimizzazione è un’operazione lineare: richiede buone doti di analisi, programmazione e creatività, ma il campo è vuoto e richiede solo un terreno fertile e una buona semente.

Le complicazioni possono incominciare quando decidi di trasferire, spostare o migrare il sito web: il consiglio generale è quello di desistere, ma a volte possono verificarsi alcune condizioni (es. l’obsolescenza di una piattaforma, il fallimento di un provider) che rendono impossibile la conservazione di un sito web su un provider di host, oppure il mantenimento dello stesso dominio.

Per evitare un bagno di sangue, Google ha di recente pubblicato una nuova serie di linee guida per aiutare i webmaster nella procedura di trasferimento e per garantire il minimo impatto sull’ottimizzazione dei loro contenuti per i motori di ricerca.

Google distingue due tipologie di trasloco: gli spostamenti senza modifiche agli URLs e gli spostamenti con modiche agli URLs: in quest’ultimo caso possono cambiare i protocolli (da HTTP a HTTPS), il nome del dominio (da sito.com a sito.net) oppure i percorsi degli URLs (da sito.com?id=1 a sito.com/news).
È abbastanza ovvio che i pericoli SEO di maggiore rilevanza si possono verificare solo nel secondo caso.

Il primo consiglio di BigG è quello di separare le fasi di un trasferimento, nel caso in cui debbano essere modificati insieme provider dell’host e URLs: per identificare con maggiore sicurezza i problemi che potrebbero verificarsi, è meglio svolgere le due operazioni in due momenti diversi. Prima spostare l’host, poi cambiare contemporaneamente tutti gli URLs del sito.

Secondo consiglio: “pianificare lo spostamento in modo che coincida con il periodo di minore traffico”.

Nella preparazione del trasferimento crea una lista di tutti contenuti del vecchio sito che non vuoi trasferire su quello nuovo per assicurarti che non ci siano URLs orfani, una volta completato il trasloco: per ogni URL destinato a scomparire devi fare in modo che venga restituito un codice corretto di errore HTTP (404 o 410) oppure creare un reindirizzamento ad un nuovo URL di destinazione, se hai intenzione di creare una nuova pagina con contenuti simili a quella vecchia.

La fase più delicata è la preparazione di un mapping di URLs: per tutti i contenuti da trasferire devi assicurarti che ci sia un corrispondente nel nuovo sito web e, nel caso contrario, creare un corretto reidirizzamento 301 tra il vecchio e il nuovo. Nelle linee guida di Google puoi trovare diversi suggerimenti per creare la tua mappa, in funzione della complessità dei contenuti da gestire.

Dopo aver completato il trasferimento, la fase più importante riguarda il controllo di tutti i link in entrata (backlink): questo passaggio nelle linee guida è un altro indizio dell’importanza dei link!
Google consiglia di contattare direttamente tutti i webmaster e i proprietari di siti che hanno creato dei link verso i contenuti del tuo vecchio sito e chiedere un aggiornamento, ma non solo… Nella lista delle cose da fare raccomanda anche di aggiornare le pagine di destinazione delle tue campagne pubblicitarie, tutti i link che rimandano all’authorship di Google e a tutti i profili social: citando espressamente Facebook, Twitter e Linkedin.

In ultimo, dopo aver concluso e seguito tutti i passaggi della procedura, il consiglio è di mantenere monitorati tutti gli errori di crawling che possono essere segnalati attraverso le GWT (Webmaster Tools) e il traffico di visite e visualizzazioni, attraverso Google Analytics.